domenica 13 dicembre 2009

Tre poesie

Di tempo in tempo

Di tempo in tempo lo stare qui convesso nel giulivo scorrere del giorno
mi ricuce addosso l’involucro dell’amen stabilito Tento
una parola di riscossa ma nessuna mia voce àltera
le pietre del pianeta né la casa si scuote dall’ultimo riverbero di luna
(promessa inventata sul bordo asciutto della scrivania)

Amore :le parole che grido stanno bene su uno scaffale
asincrono dove giacciono perenni e scombinate in attesa
che si riversi da questa parte lo scopo il mito la speranza
il parto dell’anima che traspare in sordina nel silenzio
della struttura anonima e carnea che sa d’abbandono
e di assenza preliminare

Siamo vuoti di quelle e non ci basterà tutta l’età per pronunciarle
stentoree e rigeneranti

E dunque rimaniamo come l’acqua senza fluido elemento
come vento senza potenza di soffio
come ala senza sostegno di cielo

ma ci aggrappiamo alla lista della spesa mia cara e ai falsi
repertori per non dirci l’assoluto
né i sorrisi del cuore in un amplesso di stelle :nel vademecum
quotidiano c’è scritto comunque il dafarsi preciso ed incalzante

Di verità immani abbiamo ormai tedio e poco spazio
da intercalare tra una vita e una morte

indeterminabili

(Da: “Scaffalature asincrone”, I , in “Inventari apocrifi”, Ediz. Bastogi, 2009)


Dio è apparso stamattina

Chi di voi apostoli della buona novella blatera nel sottoscala
parole inusitate che scuotono gli addormentati nella casa opaca
e bidimensionale
?

un sussurro che s’avanza sulle ali dei passeri fino a
questo davanzale di marmo grigio un inedito grido
che sovrasta l’informe parlottio dei condòmini un sibilo
e guizzo di suono che s’incarna nel cuore bypassando
lo sgretolio dell’animo che cade in un limbo di piattezza
insensata
?

Dio è apparso stamattina sullo scaffale numero nove
a dirmi le cose come stanno in un segreto che scorre
come acqua di ruscello limpido ed evidente come
il grano delle stelle in una notte affamata di luce

Bisognerà credergli e andando verso l’orizzonte non portare
monili e altre cianfrusaglie e rumori molesti pietre
di materia contaminata dal tocco impuro del desiderio
o dal conto degli atomi impossibile da accettare

Proseguire nudi e senza soste verso Damasco
incontro ad un fulmine che la parola rinnovi
ad altre possibili speranze

quella che ultima si dirà prima che tutto taccia
in un unico silenzio che si consuma fra le stelle

Ed io starò attento a questi passi :uno dopo l’altro
affinché venga tutto compreso lì al confine

dove spesso il pianto si confonde col sorriso

(Da: “Scaffalature asincrone”, V, in “Inventari apocrifi”, Ediz. Bastogi, 2009)


Un perpendicolare ago di luce

Attraverso un millimetro di tempo
(contato con le gocce di luna cadute ormai da ogni universo amabile)
intravedo l’introvabile
e

: un perpendicolare ago di luce apre spiragli improvvisi stamattina
dissolvendo l’anonimo grigio impasto di cielo
e biforca il risveglio

(di qua l’indispensabile speranza
di là il ripiegato orlo del domani sul cuore)

Bisogna uscire da questo pandemonio presto!
lasciare la casa così come sta (grave o ìlare)
mia cara

andare sulle ali dei passeri cinguettando la nostra inanità
di tetto in tetto
come scarnati dal vecchio tessuto che ci rilega
inesorabile
alla superficie dolorosa della terra

andare a conficcarci nel cielo senza una ragione motoria
e stare lì piatti ad ascoltare tiritere e altri blablà
da tutti i diritti uomini
e che ci credano folli indicibili e imprendibili

senza più fissa dimora

(Da: “Anditi cunicoli e altri recessi sghembi”, I; inedito)

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Un commento di Eamonn Lynskey:

Caro Pino,

Mi sono piaciute molto le poesie che mi hai inviato qualche settimana fa, specialmente 'Un perpendicolare ago di luce'. Questo tipo di poesia chiamiamo in inglese un 'aubade', cioe' (forse questo lo sai) un poema che descrive l'aprire del giorno. Trovo questa forma molto attraente io, e scrivevo qualche esempio nel corso degli anni. (Incluso un esempio sotto, che era scritta verso la pasqua, qualche anno fa). L'ispirazione per questo tipo di poesia e', per me, sempre il senso di una 'nuovo inizio' con la nuova mattina. Come e' magico il silenzio presto all'alba!, a parte sempre il 'cinguettando' degli uccelli. E' molto' giusta la tua parola per il chiacchierio di queste creature, ed e' un' imagine che mette in mente San Francesco e il suo dialogo con i suoi 'amici'.
La frase 'un perpendiculare di luce' e' molto evocativa e mette nella mia mente il ricordo del mio libro di catechismo nella scuola elementare (molti anni fa!) nel quale un raggio di luce sempre accompaganava una visita in terra di un angelo o un santo. Specificamente, sto pensando a un'immagine di San Giovanni Battista, lui e Jesu' alla riva quando le nuvole si sono aperte con una visione di Dio. La tua poesia ha risucitato in me ricordi religiosi che non avevo per molti anni! Anch'io torno sempre, spesso inconsciamente, a questi racconti quando 'intravedo l'intovabile'. Le narrative che avevamo assorbito da bambino restano sempre nella mente, non e' vero? Anche l'immagine del poeta, e il suo amore, che devono 'andare a conficcarci nel cielo' mi colpisce molto e mi piace il modo che arriva nell'ultima stanza. Da' al poema un finale forte e drammatico e, per il lettore, un senso di liberazione.
Trovo molto commovente anche il tuo 'Dio e' apparso stamattina' con le immagini degli apostoli. La tua 'Di tempo in tempo,' trovo un po' difficile, perchè non e' così esplicita come gli altri.

Eamonn Lynskey

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Il signor Attilio Cìndramo e altri perdenti

Si tratta di una raccolta omogenea di 15 racconti: "15 storie di perdenti e delle loro ossessioni. Come può essere la vita quando chi gioca usa regole del tutto personali..."

La galleria di personaggi che anima questa raccolta sfila davanti a noi come foto segnaletiche dell’assurda lotteria del vivere. Siamo tutti un po’ pendolari, e l’abitudine ci è di conforto. I soliti passi. Le solite cose. Ma poi ecco che il destino, per analogia o per contrappasso, squaderna le sue carte, e d’un tratto ogni certezza si dissolve. Chi sono i perdenti protagonisti di questa raccolta? Forse l’altra faccia di un’unica medaglia che rimanda al generale nonsense della vita. Tutto è pura illusione. E nel nostro percepire il mondo basterebbe un nulla per essere vincenti o sconfitti. Nello sguardo limitato di esseri imperfetti nelle anse di un oscuro fiume che tutto trasporta, e del cui definitivo approdo nulla sappiamo. Ma è anche questo il fascino dell’inganno. E questi racconti sono lo specchio infedele del paradosso, unica verità possibile in una realtà inafferrabile e sfuggente. (Dalla quarta di copertina, di Nando Vitali).



"Come già nella variegata e complessa poesia di fabbrica, anche nei racconti il Vetromile si approccia ad un’umanità che passa sul palcoscenico del vissuto senza lasciare orma di sé. L’intento è far convergere l’attenzione del lettore su una particolare categoria di perdenti, vittime delle loro fisime, schiacciati dall’asocialità, spersonalizzati dall’autoemarginazione che azzera finanche l’affetto per i propri cari, costretti ad una sudditanza da alienati. La paranoia della precisione meticolosa, delle giornate scandite sul battito dei minuti secondi, della raccolta dei punti che omaggiano con prodotti di qualità, sono proiezioni di un contesto situazionale scialbo, incolore, senza riflettori e luci di ribalte. Da esso non si estranea il panorama letterario, pulsione del mito della Sehnsucht e degli aspetti più sconcertanti di una realtà sotterranea, impalpabile, impercettibile come quella personificata dai perdenti vetromiliani, sicuri e a loro agio nella bambagia della casa."



(Dalla prefazione di Anna Gertrude Pessina).



E' possibile ordinare il libro direttamente all'editore o tramite internet (per esempio su: http://www.ibs.it/code/9788895233468/vetromile-giuseppe/signor-cindramo-e-altri.html)

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Notte di lettura a Sant'Anastasia

"Cultura a colori", trasmissione del 19/10/12. Tra gli ospiti: G. Vetromile

Cultura a Colori, 9a. puntata

Le traduzioni in spagnolo dei libri "Cantico del possibile approdo" e "Ritratti in lavorazione", eseguite dalla poetessa peruviana Fatima Rocio Peralta Garcia.

La traduzione in spagnolo del libro "Cantico del possibile approdo"

La traduzione in spagnolo del libro "Ritratti in lavorazione"

Liberi in Poesia. L'attore Aldo Spina egge un testo di G. Vetromile

Il video della presentazione del libro "Il signor Attilio Cindramo" alla Treves



Napolitano e Vetromile nella Libreria di Margherita a Formia, il 6 maggio 2010

"La Rocciapoesia 2", Pratella, 27 ottobre 2012

Pontremoli 17/10/2010: Cerimonia di premiazione "Poetica dei muri"

Ceccano, 18 giugno 2010: Premio di Poesia Carmelina Spada

Ceccano, 18 giugno 2010. Liceo scientifico della città ciociara. Lettura e critica della poesia terza classificata, di Giuseppe Vetromile, alla cerimonia di premiazione del Concorso Nazionale di Poesia "Carmelina Spada" - III° Edizione ANNO 2010 - organizzato dall'associazione culturale "Fabraterni" di Ceccano.



Premio di Poesia "Carmelina Spada", Ceccano, 18 giugno 2010

La recensione di Anna Gertrude Pessina per "Inventari apocrifi", su Literary 9/09

I risultati della IV Edizione del Premio "Coniugi Boccaccio", di Grillano, Ovada (AL)

PRIMI TRE CLASSIFICATI:

1) "Ho romanzi ancora chiusi a Cadenabbia", di Giuseppe Vetromile, Madonna dell' Arco (NA)
2) "La mia terra", di Bruno Bianco, Montegrosso d' Asti (AT)
3) "La mia Lunigiana" di Paolo Pietrini, La Spezia.
Dal 4 al 20° posto ad ex aequo:
"Vechia Calabria" di De Rosa Antonio, Morano Calabro (CS);
"Una passeggiata in fortezza prima di cena", di Claudio Marini, Grotte di Castro (VT);
"Resurrezione" di Moreno Marani, Torgiano (PG);
"Preghiera" di Giuseppina Fazio, Lanciano(CH);
"Risonanze" di Roberto Borghetti, Ancona;
"Prova a volare" di Fabiola Ballini, Verona;
"Il Cortile" di Federica Galli, Reggio Emilia;
"L' ippocastano della bambina" di Tiziana Monari, Prato;
"Tracce (S.Maria Staffora) " di Claudio Bianchi, Torrazza Coste (PV);
"Treccia degli elfi nel fuoco dei camini" di Paolo Ottaviani , Perugia;
"All' amato fiume" d Ludovica Mazzuccato, S.Martino di Venezze (RO);
"E torna il pensiero a una terra" di Loriana Capecchi, Quarrata (PT);
"Sino al tramonto" di Manuela Capri, Crevalcore (BO);
"La solitudine dai silenzi sbagliati" di Gloria Venturini, Lendinara (RO);
"Fragole con panna" di Leonardi Simona, Seravezza (LU);
"Paese" di Francesca Desirello De Rossi , Serravalle Scrivia (AL);
"Rondini sull' altopiano: a Mario Rigoni Stern" di Giorgio Baro, Torino.

La cerimonia di premiazione si è svolta a Grillano, frazione di Ovada (Al), venerdì 7 agosto 2009

L'intervista pubblicata su "Il mediano"

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Da Napoli / Verso

“DA NAPOLI / VERSO”, Edizioni Kairòs, Napoli, 2007

Una nuova e interessante antologia di poeti napoletani.

Si è svolta il 31 maggio 2007, presso la rinomata Saletta Rossa della Libreria Guida a Port’Alba di Napoli, la presentazione di una interessante antologia poetica, dal titolo veramente indovinato: “Da Napoli, Verso”, edita da Kairòs Editore di Napoli. Il titolo, dicevamo, è appropriato, in quanto si tratta di un “Almanacco” di poesia contemporanea, più che di un’antologia, che però ha il pregio di “partire” da un gruppo di poeti, per lo più napoletani (da Napoli…), tra i quali alcuni di comprovata levatura letteraria e poetica nazionale, e di “andare” verso (e qui il termine “verso”, come ha affermato in apertura uno dei relatori, Ciro Vitiello, può essere inteso sia come sostantivo, indicante il verso delle poesie, sia come avverbio, indicante la ricerca e l’apertura “verso” altri e nuovi spazi poetici, specialmente giovanili).
L’iniziativa, progettata dal noto poeta e medico napoletano Antonio Spagnuolo, e dal poeta Stelvio Di Spigno, dottore in ricerca di Letteratura italiana presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, è stata alla fine realizzata con successo dall’Editore Kairòs di Napoli, che ha iniziato così una nuova collana di poesia, “Lo schermo d’ingegno”, bene inserita nella sua già vasta produzione editoriale di saggistica e di narrativa (si consultino a questo proposito i siti www.edizionikairos.com e www.napoliontheroad.it). In effetti tutti i meriti vanno agli ideatori del progetto e all’editore, in quanto pubblicare un libro antologico di poesie è un’impresa alquanto coraggiosa, in questi tempi in cui molto si scrive di poesia (e spesso di dubbia qualità), ed inoltre pochissimo si legge, e molto di meno si legge poesia. Ma l’iniziativa è senz’altro encomiabile, dicevamo, se vuole essere davvero “un punto di partenza” e di aggregazione, magari un confronto generazionale tra poeti bravi ed affermati e poeti giovani e giovanissimi dotati di ottimo talento poetico, e che quindi vanno senz’altro seguiti ed incoraggiati.
L’Antologia è stata divisa in due parti, anche se organicamente essa si presenta compatta e coerente agli obiettivi di originalità e di impegno al rinnovamento da parte degli Autori partecipanti. Nella prima parte, curata dall’ottimo Antonio Spagnuolo ed intitolata “L’antefatto”, quasi a voler porre un sostanziale punto fermo sulla attuale poesia napoletana, punto dal quale poi “partirà” tutta una ricerca successiva, figurano i poeti: Enrico Fagnano, Wanda Marasco, Stelio Maria Martini, Alberto Mario Moriconi, Felice Piemontese, Ugo Piscopo, Enzo Rega, Anna Santoro, lo stesso Antonio Spagnuolo, Raffaele Urraro, Giuseppe Vetromile, Ciro Vitiello. Nella seconda parte, intitolata “La scena del presente e del possibile”, curata con una precisa selezione di autori dal poeta Stelvio Di Spigno, sono compresi giovani poeti ma anche nomi già affermati e validi, come Domenico Cipriano, Carlangelo Mauro e lo stesso Stelvio Di Spigno. Accanto a loro troviamo Guglielmo Aprile, Stefania Buonofiglio, Silvia Caratti, Lorenzo Carlucci, Prisco De Vivo, Francesco Filia, Mario Fresa, Adriano Napoli, Alberto Pellegatta, Andrea Perciaccante, Raffaele Piazza, Maria Pia Quintavalla, Jacopo Ricciardi, Francesca Sallusti, Daniele Santoro, Carla Saracino, Vanni Schiavoni e Francesco Maria Tipaldi.
Ciascun poeta ha avuto il suo spazio congruo, mediamente 6, 7 pagine, con breve nota biobibliografica alla fine.
Una mappa generazionale piuttosto completa e di qualità, un lavoro che merita la giusta diffusione non solo negli ambienti già usi alla particolare fruizione poetica, ma anche negli ambiti scolastici e della cultura letteraria nazionale.

Giuseppe Vetromile
1/6/2007

Le foto di "M'illumino di meno / M'illumino d'immneso: Libreria Treves, 13 febbraio 2010