La cerimonia di premiazione, condotta magistralmente dal giornalista Rai Vito Giannulo, si è svolta lunedì 8 marzo 2010 presso il Teatro Sociale di Fasano, una bellissima struttura recentemente restaurata e sede di numerose attività artistiche, teatrali e culturali.
In occasione della cerimonia di premiazione è stato anche presentato l’ultimo interessante libro della scrittrice Giorgia Lepore. Sono intervenuti l’Assessore alle Attività Culturali e il Sindaco di Fasano, mentre la signora Maria Martellotta, presidente del C.I.F., ha rivolto i suoi saluti al numeroso pubblico presente ed ai premiati.
Lasciami dire
Ascoltami, il mattino è ancora fatuo di promesse
ma va ricominciato. In bilico di tremori
lascio usati pianerottoli e facili caffè
in punta d’alba. Un velame di speranze sussidiarie
potrai trovarlo, mia cara, in questi righi
incontaminati dal blabla del condominio
(recitano un’avemaria forzata e routinaria).
Quel che mi resta dei dintorni
è un riassunto di sogno chiuso in cuore.
Sono un quaderno addolorato. Se vuoi,
puoi usarmi, amore, come bianca lavagna,
carta riciclata, taccuino intonso.
Puoi scrivermi addosso la tua rassegnazione
nascosta ora dalla penombra
della tua luna storta in viso. Assorbirò
il tuo progressivo intristire: in città
non siamo che parole di passaggio,
un ridire cose senza ascolto. Ma ora,
lasciami dire, questo mattino è già
una conca di sole abbacinante. Veleggia
nel lucido splendore ogni nostro verso,
e l’abisso è diluito in mille gocce di sorrisi
sul cuore delle bocche. Andiamo,
non mettere fretta ai passi nel mattino,
lasciami dire, amore: forse stamani
avremo cieli più felici e terre meno ruvide
sui cui iscrivere raggi di sole e nuove storie.
Motivazione:
La lirica è costruita su un impianto "circolare". Si apre con l'invito ad ascoltare un mattino fatuo di promesse e si chiude con la speranza di un mattino soleggiato e carico di nuove storie. In mezzo la modernità fastidiosa dei pianerottoli di un condominio e la routine della città a stridere con le immagini romantiche di un amore intristito, nella penombra di una luna storta in viso. La lirica è impreziosita dall'uso sapiente di tecniche retoriche, anafore, enjambement, onomatopee e un'accurata aggettivazione.

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