“DA NAPOLI / VERSO”, Edizioni Kairòs, Napoli, 2007
Una nuova e interessante antologia di poeti napoletani.
Si è svolta il 31 maggio 2007, presso la rinomata Saletta Rossa della Libreria Guida a Port’Alba di Napoli, la presentazione di una interessante antologia poetica, dal titolo veramente indovinato: “Da Napoli, Verso”, edita da Kairòs Editore di Napoli. Il titolo, dicevamo, è appropriato, in quanto si tratta di un “Almanacco” di poesia contemporanea, più che di un’antologia, che però ha il pregio di “partire” da un gruppo di poeti, per lo più napoletani (da Napoli…), tra i quali alcuni di comprovata levatura letteraria e poetica nazionale, e di “andare” verso (e qui il termine “verso”, come ha affermato in apertura uno dei relatori, Ciro Vitiello, può essere inteso sia come sostantivo, indicante il verso delle poesie, sia come avverbio, indicante la ricerca e l’apertura “verso” altri e nuovi spazi poetici, specialmente giovanili).
L’iniziativa, progettata dal noto poeta e medico napoletano Antonio Spagnuolo, e dal poeta Stelvio Di Spigno, dottore in ricerca di Letteratura italiana presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, è stata alla fine realizzata con successo dall’Editore Kairòs di Napoli, che ha iniziato così una nuova collana di poesia, “Lo schermo d’ingegno”, bene inserita nella sua già vasta produzione editoriale di saggistica e di narrativa (si consultino a questo proposito i siti
www.edizionikairos.com e
www.napoliontheroad.it). In effetti tutti i meriti vanno agli ideatori del progetto e all’editore, in quanto pubblicare un libro antologico di poesie è un’impresa alquanto coraggiosa, in questi tempi in cui molto si scrive di poesia (e spesso di dubbia qualità), ed inoltre pochissimo si legge, e molto di meno si legge poesia. Ma l’iniziativa è senz’altro encomiabile, dicevamo, se vuole essere davvero “un punto di partenza” e di aggregazione, magari un confronto generazionale tra poeti bravi ed affermati e poeti giovani e giovanissimi dotati di ottimo talento poetico, e che quindi vanno senz’altro seguiti ed incoraggiati.
L’Antologia è stata divisa in due parti, anche se organicamente essa si presenta compatta e coerente agli obiettivi di originalità e di impegno al rinnovamento da parte degli Autori partecipanti. Nella prima parte, curata dall’ottimo Antonio Spagnuolo ed intitolata “L’antefatto”, quasi a voler porre un sostanziale punto fermo sulla attuale poesia napoletana, punto dal quale poi “partirà” tutta una ricerca successiva, figurano i poeti: Enrico Fagnano, Wanda Marasco, Stelio Maria Martini, Alberto Mario Moriconi, Felice Piemontese, Ugo Piscopo, Enzo Rega, Anna Santoro, lo stesso Antonio Spagnuolo, Raffaele Urraro, Giuseppe Vetromile, Ciro Vitiello. Nella seconda parte, intitolata “La scena del presente e del possibile”, curata con una precisa selezione di autori dal poeta Stelvio Di Spigno, sono compresi giovani poeti ma anche nomi già affermati e validi, come Domenico Cipriano, Carlangelo Mauro e lo stesso Stelvio Di Spigno. Accanto a loro troviamo Guglielmo Aprile, Stefania Buonofiglio, Silvia Caratti, Lorenzo Carlucci, Prisco De Vivo, Francesco Filia, Mario Fresa, Adriano Napoli, Alberto Pellegatta, Andrea Perciaccante, Raffaele Piazza, Maria Pia Quintavalla, Jacopo Ricciardi, Francesca Sallusti, Daniele Santoro, Carla Saracino, Vanni Schiavoni e Francesco Maria Tipaldi.
Ciascun poeta ha avuto il suo spazio congruo, mediamente 6, 7 pagine, con breve nota biobibliografica alla fine.
Una mappa generazionale piuttosto completa e di qualità, un lavoro che merita la giusta diffusione non solo negli ambienti già usi alla particolare fruizione poetica, ma anche negli ambiti scolastici e della cultura letteraria nazionale.
Giuseppe Vetromile
1/6/2007
1 commento:
Caro Giuseppe,
Ho letto - con interesse - i tuoi Ritratti in lavorazione. Ebbene, io credo, che se non si è compiuto un lungo e partecipato periodo di lavoro - in una fabbrica, in un ufficio oppure in un cantiere - non si possano concepire i versi che così sapientemente hai saputo elaborare. Ma credo occorra anche un qualcosa in più. E cioè un continuo rapporto empatico tra il poeta ed i colleghi. Tu hai saputo carpire il loro intimo, lo hai vissuto, analizzato e te ne sei infine, per così dire, "liberato", esprimendo finemente le loro difficoltà, la loro vita interiore, attraverso dei componimenti che attraggono il lettore in quello stesso mondo lavorativo, a patto che il lettore sappia cogliere, con le esperienze del suo "vissuto", quelle difficoltà, quelle situazioni che sono poi il "sale" della vita lavorativa. Ma tutti possono gustare l'ordito delle tue liriche ed il loro dettato, assolutamente personale. Io ho meditato sui tuoi versi ed a tratti ho visto in me balenare i tanti personaggi che hanno costellato la mia ultraquarantennale attività lavorativa. E su un punto mi sono veramente commosso, quello in cui accenni alla "ultima marcatura in uscita". Quando voltai, e per l'ultima volta appunto, le spalle alla porta del mio ufficio, a quel lavoro che tanto amavo e che avevo - per tante incomprensioni e disillusioni - volontariamente lasciato, guardai a quella nuova esistenza che, priva degli assilli della mia occupazione, mi permetteva, tra l'altro, di prestare assistenza a mio padre. Ora il mio vivere (mio padre sotto una lapide) è suggellato dal rimpianto e da una tristezza continua. Il mio tempo non è scalfito da impegni pressanti e va consumandosi, così, come in attesa.
Grazie per i momenti, intrisi dal ricordo, che il tuo libro mi ha fatto - con un po' di mestizia - trascorrere.
Con amicizia,
Giovanni Bottaro
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