Con la poesia "Non andare oltre la clessidra", Giuseppe Vetromile ha vinto il 2° premio ex-aequo al concorso "Carmina Spada" ediz. 2011.
Qui di seguito il testo della poesia e la motivazione della giuria.
Non andare oltre la clessidra
Ritroverai il bianco della luna alla destra del quartiere,
rinnovato in un grumo di silenzio, ora che è notte
e il grido del sole più non sovrasta ogni cemento.Abbiamo di nuovo fermato le bocche in questo
hic et nunc in progressiva dissolvenza verso il vuoto
in giro per le stanze… Amore: nulla più conviene a noi
se non un brivido d’attesa: il giorno è finito come tanti,
e gli altri non sanno ancora di mostrarsi. Fino a noi
c’è quest’abisso inusitato da coprire, lente le ore
sotto le lenzuola. Un geranio all’angusto davanzale
è ancora desto, diritto, a sfida dell’ignoto. E tu
non andare oltre la clessidra: il nostro, vedi,
è un rotolo di tempo che degrada in limatura,
non già risorge più l’antico attimo felice…
Abbandona dunque il piano di follie, la città
indiscussa e le mani operatrici, non fare niente
sul limite del sonno: le stelle hanno risvolti
misteriosi, e l’alone sul tuo viso ne è l’emblema
più sicuro. Cade ancora la sera sul guanciale
degli oblii, e tu non ti ritrovi: certo, l’altra faccia
è dietro il cielo, nascosta nel sogno dei poeti,
in attesa dei risvegli fortunosi. Domani
sarà infatti un nuovo dire e un nuovo fare, ma
ogni speranza brucia poi sotto il sole,
e di questa notte, mia cara, un’altra volta
non rimarrà che arsura!
Motivazione:
Questo pregevole componimento, scritto in versi sciolti e privo di qualunque quadratura metrica e ricorrenza mimica, presenta tuttavia un andamento morbido e regolare, basato sul regolare andamento di una sintassi tra il poetico e il colloquiale, che delinea con delicatezza una quotidianità colma di dettagli sagaci, di echi e di riflessi significativi. Le immagini, pur sostanziate da una forte coerenza logica che lega la loro successione, sfumano con naturalezza l'una nell'altra, scattano e si sovrappongono con una levità che nasconde e leviga ogni sforzo compositivo.
La scelta delle voci verbali e dell'aggettivazione crea un registro semplice ed efficace, che si stacca dal lessico ad alta frequenza il minimo indispensabile perché si addensi una palpabile atmosfera poetica, che resta tuttavia consanguinea del linguaggio domestico, dell'ordinaria quotidianità.
La poesia presenta in generale una struttura bipartita; la prima parte ha un'impronta fondamentalmente descrittiva; i protagonisti si muovono in una malinconica ambientazione notturna, in cui sono circondati da una quotidianità in cui il silenzio che chiude le loro giornate tutte uguali è un'entità opprimente, che proclama senza fiatare la monotonia della vita, il freddarsi della passione, l'impossibilità di slanciarsi, ormai, in sogni arditi e impegnarsi in un mondo ideale che è negato alla routine delle esistenze comuni, alla sua svilente circolarità che sfuma in un annichilante anonimato. In questa dimensione esistenziale appiattita ed incolore, l'esortazione a "non andare oltre la clessidra", ossia a non sognare nulla che duri più di una scarna manciata di secondi, ad abbandonare qualunque progettualità di ampio respiro, per ripiegarsi nel labile tepore delle cose ordinarie, in uno scenario costellato tuttavia di vuoti e di silenzi, in cui un fiore al davanzale sembra esprimere inconsapevolmente una maggior vitalità, e quasi una maggior capacità di sopravvivenza, rispetto alla stesse persone, rattrappite in notti senza calore né passione.
La seconda parte sviluppa gli spunti esortativi disciolti nella prima sezione: l'invito è a distogliere la mente dagli impegni del giorno, dal lavorio della mente, delle mani, delle bocche; forse, nel silenzio della notte, c'è ancora spazio, se non per immaginare, almeno per rassegnarsi all'imponderabilità e misteriosità dell'esistenza, ad un buio notturno in cui smarrire almeno un poco il proprio volto, anche se precariamente e per breve spazio, per ritrovare se stessi, più vivi e autentici, anche se, forse, meno reali e concreti.
Paola Staccone, componente della Giuria della IV Edizione del Premio di poesia "Carmina Spada".
Ceccano (Fr), 8 luglio 2011

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