domenica 22 maggio 2016

1° premio ex aequo al III Memorial Nicola e Cinzia Di Nezza, a Isernia

Qui di seguito la motivazione ottenuta per il 1° premio sez. Silloge Adulti, al III Memorial Nicola e Cinzia di Nezza, Isernia

"O mio amore perdono! Se ti lascio indietro sulla terra / non ho più miracoli da indicarti / me ne starò fremente / ad aspettare / che tutto passi"

Ci sono poesie nelle quali ci si sente ospiti e poesie nelle quali ci si sente a casa. E' questo il caso di Giuseppe Vetromile che con mano leggera ci porge i suoi versi. Le parole assumono i contorni della forma che si gioca nell'istante presente, senza perdersi nel vortice del tempo. La memoria non spaventa e tutto avviene in una dimensione di attesa autentica, che non rinuncia mai alle prerogative dell'umano, per cui attraverso i tanti oggetti della vita, la sua poesia si intende e si presenta come impegno quotidiano, spesso tormento e sofferenza. Poesia questa vissuta nella fede e presentata in eleganza al mondo, come lezione di luce che parla a tutti, ragioni queste del suo stile, intarsi del suo pensiero poetante.

1° premio ex aequo sezione Sillogi Adulti
Giuria del Concorso letterario "Memorial Nicola e Cinzia Di Nezza",
Isernia, 14 maggio 2016

Motivazione di Maria Santucci

La silloge premiata:


Le cose stanno nel cassetto

Le cose stanno nel cassetto senza nessuna fretta di scomparire
stanno inerti aggiustate per bene ognuna nell'incavo
del suo spazio secolare
in attesa di una mano che le raccolga un'ultima volta
prima di andare

Io lo so
perché quando le cose nel cassetto se ne vanno
vuol dire che tu sei diventato ombra di sbieco
attraverso la casa
e non agiti più le tende non scorgi la vita
giù nel parco chiassoso

Le cose si riprendono la tua anima e vibrano
di ricordi
s'apre per esempio un guscio vecchio di noce
e suona improvviso il carillon
senza corda
eppure suona!
oppure tintinna un ciondoletto d'argento
come disturbato da un pizzico magico
e il quadernetto del rosario si sfalda
recita da solo avemarie

Le cose stanno così
in silenzio e ferme come sassi nel cassetto
poi si riprendono la vita
quando tu esci una volta di casa
per non tornarci mai più


Entro sempre dalla parte sbagliata

Entro sempre dalla parte sbagliata
: nella stanza il tempo è un cunicolo angusto
nascosto sotto il cassetto della scrivania
ed io per entrarvi mi rannicchio sull'orlo della mattonella
quella scheggiata in basso a destra

ma è la parte sbagliata - l'ingresso negletto
accidentato
e rotolano i mesi e gli anni in un imbuto a perdere
: è questo un risucchio immane
da buconero famelico

Da questo avamposto scorgo appena
i lumi del domani
il buio dell'oggi è anchilosante
la stasi inaccettabile

Mi colloco di sbieco sul pavimento antracite
mi macchia una luce appena
dall'aldilà
sondo il probabile chiacchericcio dell'evento
che potrà essere
: una mia forma ambigua e astigmatica
il mio errore di parallasse
traspare indeciso attraverso lo stretto passaggio

Questa sera invoco i santi e le stelle
O mio amore          perdòno!
se ti lascio indietro sulla terra

: non ho più miracoli da prodigarti
me ne starò fremente
ad aspettare
che tutto passi



Bisognerà pure muoversi

Bisognerà pure muoversi prima o poi
lasciare la stazione inevitabilmente
salire sul primo treno a casaccio
non importa la destinazione

perché non ha importanza lo stare
dovunque è metamorfosi di facce e si piega
la carne al volere del tempo -
dovunque è rassegnazione

La casa sull'equinozio qui abbonda di mattoni
sarà davvero un rifugio più sicuro del cielo
quantunque le ali ripiegate dietro la schiena
rinvigorite dal baluginio dell'alba
servano poco a possibili fughe d'Icaro
al di là delle stagioni e dei precipizi

La casa è sicura
ma davvero credo che sia la mia vita qui dentro?

No: non basteranno i calcestruzzi ed i cementi
a trattenermi
né altra radice di terra e storie -
niente è certo

: andando pellegrino incontrerò forse gli abissi
o forse la gerusalemme nuova
o mi fermerò a mezz'aria a contemplare il vuoto

né tempo né spazio
né mattoni né ore
mi diranno mai dove sto e cosa siano
queste ombre

o questi presunti improvvisi abbagli di luce
sul mio mattino


Il volo sarà verticale

Nel cielo più ampio il nostro evaporare
sguarniti d'ogni molecola ormai
e d'ogni lembo di veste

Andiamo diafani attraverso il vento
incuneandoci nelle nubi
adescando rondini in viaggio come noi
migranti per una nuova terraferma lontana

Diciamo addio alla penna
stasera
l'inchiostro è stato versato abbastanza
sull'inutile pagina del giorno

La finestra è aperta sulla sera
basterà un balzo verso l'alto
tirato su per il collo
da un dio sicuro
perentorio

che allunga la mano attraverso
il buco dell'ozono

Il volo sarà verticale
diritto fino al centro del creato

: mi vedrò rimpicciolire sempre di più
fino a divenire granello
o atomo di idrogeno

per una nuova fornace celeste



Nessun messaggio nuovo

Nessun messaggio nuovo ed io mi vesto d'attesa
l'inutilità di un suono mi attraversa e si perde
al di là della casa

ma che venga un brivido di luna questa sera
o almeno un lontano luccicare di stelle
mentre l'unico avviso di luce
è questa pallida lampadina sulle mie cose

luci e suoni che non comprendo più
affievoliti nell'aria folle del pianeta
che va giù giù nella notte più profonda

abbagli e silenzi
interrogativi sull'orlo del davanzale
almanacchi da consultare domani
se sarà il caso

o altro genere di messaggi
più forti a scuotere per sempre
questo mio stare


questa mia vita

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Il signor Attilio Cìndramo e altri perdenti

Si tratta di una raccolta omogenea di 15 racconti: "15 storie di perdenti e delle loro ossessioni. Come può essere la vita quando chi gioca usa regole del tutto personali..."

La galleria di personaggi che anima questa raccolta sfila davanti a noi come foto segnaletiche dell’assurda lotteria del vivere. Siamo tutti un po’ pendolari, e l’abitudine ci è di conforto. I soliti passi. Le solite cose. Ma poi ecco che il destino, per analogia o per contrappasso, squaderna le sue carte, e d’un tratto ogni certezza si dissolve. Chi sono i perdenti protagonisti di questa raccolta? Forse l’altra faccia di un’unica medaglia che rimanda al generale nonsense della vita. Tutto è pura illusione. E nel nostro percepire il mondo basterebbe un nulla per essere vincenti o sconfitti. Nello sguardo limitato di esseri imperfetti nelle anse di un oscuro fiume che tutto trasporta, e del cui definitivo approdo nulla sappiamo. Ma è anche questo il fascino dell’inganno. E questi racconti sono lo specchio infedele del paradosso, unica verità possibile in una realtà inafferrabile e sfuggente. (Dalla quarta di copertina, di Nando Vitali).



"Come già nella variegata e complessa poesia di fabbrica, anche nei racconti il Vetromile si approccia ad un’umanità che passa sul palcoscenico del vissuto senza lasciare orma di sé. L’intento è far convergere l’attenzione del lettore su una particolare categoria di perdenti, vittime delle loro fisime, schiacciati dall’asocialità, spersonalizzati dall’autoemarginazione che azzera finanche l’affetto per i propri cari, costretti ad una sudditanza da alienati. La paranoia della precisione meticolosa, delle giornate scandite sul battito dei minuti secondi, della raccolta dei punti che omaggiano con prodotti di qualità, sono proiezioni di un contesto situazionale scialbo, incolore, senza riflettori e luci di ribalte. Da esso non si estranea il panorama letterario, pulsione del mito della Sehnsucht e degli aspetti più sconcertanti di una realtà sotterranea, impalpabile, impercettibile come quella personificata dai perdenti vetromiliani, sicuri e a loro agio nella bambagia della casa."



(Dalla prefazione di Anna Gertrude Pessina).



E' possibile ordinare il libro direttamente all'editore o tramite internet (per esempio su: http://www.ibs.it/code/9788895233468/vetromile-giuseppe/signor-cindramo-e-altri.html)

Aldo Gioia legge "Divieto di sosta a mezzocammino"

Notte di lettura a Sant'Anastasia

"Cultura a colori", trasmissione del 19/10/12. Tra gli ospiti: G. Vetromile

Cultura a Colori, 9a. puntata

Le traduzioni in spagnolo dei libri "Cantico del possibile approdo" e "Ritratti in lavorazione", eseguite dalla poetessa peruviana Fatima Rocio Peralta Garcia.

La traduzione in spagnolo del libro "Cantico del possibile approdo"

La traduzione in spagnolo del libro "Ritratti in lavorazione"

Liberi in Poesia. L'attore Aldo Spina egge un testo di G. Vetromile

Il video della presentazione del libro "Il signor Attilio Cindramo" alla Treves



Napolitano e Vetromile nella Libreria di Margherita a Formia, il 6 maggio 2010

"La Rocciapoesia 2", Pratella, 27 ottobre 2012

Pontremoli 17/10/2010: Cerimonia di premiazione "Poetica dei muri"

Ceccano, 18 giugno 2010: Premio di Poesia Carmelina Spada

Ceccano, 18 giugno 2010. Liceo scientifico della città ciociara. Lettura e critica della poesia terza classificata, di Giuseppe Vetromile, alla cerimonia di premiazione del Concorso Nazionale di Poesia "Carmelina Spada" - III° Edizione ANNO 2010 - organizzato dall'associazione culturale "Fabraterni" di Ceccano.



Premio di Poesia "Carmelina Spada", Ceccano, 18 giugno 2010

La recensione di Anna Gertrude Pessina per "Inventari apocrifi", su Literary 9/09

I risultati della IV Edizione del Premio "Coniugi Boccaccio", di Grillano, Ovada (AL)

PRIMI TRE CLASSIFICATI:

1) "Ho romanzi ancora chiusi a Cadenabbia", di Giuseppe Vetromile, Madonna dell' Arco (NA)
2) "La mia terra", di Bruno Bianco, Montegrosso d' Asti (AT)
3) "La mia Lunigiana" di Paolo Pietrini, La Spezia.
Dal 4 al 20° posto ad ex aequo:
"Vechia Calabria" di De Rosa Antonio, Morano Calabro (CS);
"Una passeggiata in fortezza prima di cena", di Claudio Marini, Grotte di Castro (VT);
"Resurrezione" di Moreno Marani, Torgiano (PG);
"Preghiera" di Giuseppina Fazio, Lanciano(CH);
"Risonanze" di Roberto Borghetti, Ancona;
"Prova a volare" di Fabiola Ballini, Verona;
"Il Cortile" di Federica Galli, Reggio Emilia;
"L' ippocastano della bambina" di Tiziana Monari, Prato;
"Tracce (S.Maria Staffora) " di Claudio Bianchi, Torrazza Coste (PV);
"Treccia degli elfi nel fuoco dei camini" di Paolo Ottaviani , Perugia;
"All' amato fiume" d Ludovica Mazzuccato, S.Martino di Venezze (RO);
"E torna il pensiero a una terra" di Loriana Capecchi, Quarrata (PT);
"Sino al tramonto" di Manuela Capri, Crevalcore (BO);
"La solitudine dai silenzi sbagliati" di Gloria Venturini, Lendinara (RO);
"Fragole con panna" di Leonardi Simona, Seravezza (LU);
"Paese" di Francesca Desirello De Rossi , Serravalle Scrivia (AL);
"Rondini sull' altopiano: a Mario Rigoni Stern" di Giorgio Baro, Torino.

La cerimonia di premiazione si è svolta a Grillano, frazione di Ovada (Al), venerdì 7 agosto 2009

L'intervista pubblicata su "Il mediano"

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Da Napoli / Verso

“DA NAPOLI / VERSO”, Edizioni Kairòs, Napoli, 2007

Una nuova e interessante antologia di poeti napoletani.

Si è svolta il 31 maggio 2007, presso la rinomata Saletta Rossa della Libreria Guida a Port’Alba di Napoli, la presentazione di una interessante antologia poetica, dal titolo veramente indovinato: “Da Napoli, Verso”, edita da Kairòs Editore di Napoli. Il titolo, dicevamo, è appropriato, in quanto si tratta di un “Almanacco” di poesia contemporanea, più che di un’antologia, che però ha il pregio di “partire” da un gruppo di poeti, per lo più napoletani (da Napoli…), tra i quali alcuni di comprovata levatura letteraria e poetica nazionale, e di “andare” verso (e qui il termine “verso”, come ha affermato in apertura uno dei relatori, Ciro Vitiello, può essere inteso sia come sostantivo, indicante il verso delle poesie, sia come avverbio, indicante la ricerca e l’apertura “verso” altri e nuovi spazi poetici, specialmente giovanili).
L’iniziativa, progettata dal noto poeta e medico napoletano Antonio Spagnuolo, e dal poeta Stelvio Di Spigno, dottore in ricerca di Letteratura italiana presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, è stata alla fine realizzata con successo dall’Editore Kairòs di Napoli, che ha iniziato così una nuova collana di poesia, “Lo schermo d’ingegno”, bene inserita nella sua già vasta produzione editoriale di saggistica e di narrativa (si consultino a questo proposito i siti www.edizionikairos.com e www.napoliontheroad.it). In effetti tutti i meriti vanno agli ideatori del progetto e all’editore, in quanto pubblicare un libro antologico di poesie è un’impresa alquanto coraggiosa, in questi tempi in cui molto si scrive di poesia (e spesso di dubbia qualità), ed inoltre pochissimo si legge, e molto di meno si legge poesia. Ma l’iniziativa è senz’altro encomiabile, dicevamo, se vuole essere davvero “un punto di partenza” e di aggregazione, magari un confronto generazionale tra poeti bravi ed affermati e poeti giovani e giovanissimi dotati di ottimo talento poetico, e che quindi vanno senz’altro seguiti ed incoraggiati.
L’Antologia è stata divisa in due parti, anche se organicamente essa si presenta compatta e coerente agli obiettivi di originalità e di impegno al rinnovamento da parte degli Autori partecipanti. Nella prima parte, curata dall’ottimo Antonio Spagnuolo ed intitolata “L’antefatto”, quasi a voler porre un sostanziale punto fermo sulla attuale poesia napoletana, punto dal quale poi “partirà” tutta una ricerca successiva, figurano i poeti: Enrico Fagnano, Wanda Marasco, Stelio Maria Martini, Alberto Mario Moriconi, Felice Piemontese, Ugo Piscopo, Enzo Rega, Anna Santoro, lo stesso Antonio Spagnuolo, Raffaele Urraro, Giuseppe Vetromile, Ciro Vitiello. Nella seconda parte, intitolata “La scena del presente e del possibile”, curata con una precisa selezione di autori dal poeta Stelvio Di Spigno, sono compresi giovani poeti ma anche nomi già affermati e validi, come Domenico Cipriano, Carlangelo Mauro e lo stesso Stelvio Di Spigno. Accanto a loro troviamo Guglielmo Aprile, Stefania Buonofiglio, Silvia Caratti, Lorenzo Carlucci, Prisco De Vivo, Francesco Filia, Mario Fresa, Adriano Napoli, Alberto Pellegatta, Andrea Perciaccante, Raffaele Piazza, Maria Pia Quintavalla, Jacopo Ricciardi, Francesca Sallusti, Daniele Santoro, Carla Saracino, Vanni Schiavoni e Francesco Maria Tipaldi.
Ciascun poeta ha avuto il suo spazio congruo, mediamente 6, 7 pagine, con breve nota biobibliografica alla fine.
Una mappa generazionale piuttosto completa e di qualità, un lavoro che merita la giusta diffusione non solo negli ambienti già usi alla particolare fruizione poetica, ma anche negli ambiti scolastici e della cultura letteraria nazionale.

Giuseppe Vetromile
1/6/2007

Le foto di "M'illumino di meno / M'illumino d'immneso: Libreria Treves, 13 febbraio 2010