Sottoposti alla legge
inesorabile del tempo, questo grande scultore, siamo tutti condannati. Alla
fine del viaggio ci aspetta quell’ombra ineluttabile, pronta a risucchiarci,
che è la morte. Non c’è scampo e via d’uscita da questa prigione sconclusionata
del creato.
Tale il punto di partenza
della poesia di Giuseppe Vetromile che, per sfuggire a questo vertiginoso
risucchio nichilistico, ubbidisce a una poderosa forza di rimozione, a
un’urgenza biologica e non rinuncia a illudersi che la propria vita possa
essere un’altra da quella che realmente è. Così tenta la poesia come inaudita
architettura di parole, percorso alternativo, con le sorprese, gli imprevisti,
le fermate obbligatorie.
Per diversificare si
avventura in una terra incognita, prova le varianti, i transiti interrotti e
provvisori, tenta probabili vie di fuga e ci offre tentativi di oltrepassare la
morte, eludere le frecce direzionali del beffardo corso della vita. Ripercorre
a ritroso il viaggio per redimere il passato, per riflettere e scoprire infine,
sospeso, un istinto di sopravvivenza legato al sogno della vita.
Alessandro Carandente
Marcus Edizioni, Napoli, 2013, ISBN 9788890819391. Euro 10,00. Grafie di G. Battista Nazzaro.
Note critiche e recensioni
"Percorsi Alternativi" di Pino Vetromile è
un'opera che si snoda e oscilla tra due fedi, una poetica, l'altra religiosa.
Alla poesia Vetromile chiede il riscatto dalla morte fisica, cioè vita
memoriale, ma anche varchi di possibile (e magari momentanea) fuga; alla
religione, un aldilà dello spirito, ma innanzitutto un aiuto e un conforto
nella difficile e dolorosa avventura della vita. La quale, dunque, cerca
spiragli di una qualsiasi salvifica luce dal "de profundis" di una
quotidianità grigia e straniera, ovvia e ruvida, clamorosa e vuota, beffarda e
impotente.
Sono questi, in estrema sintesi e a mio modesto parere, gli
ambiti in cui si muove ogni fermento creativo del poeta vesuviano. Aggiungerei
un altro dato che costantemente connota la sua produzione in versi, e cioè la
consapevolezza della precarietà e della problematicità della condizione umana.
Su tutto, una piena maturità espressiva che doviziosamente incarna il mondo
interiore del poeta.
Pasquale Balestriere


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