"La Pietra Rmìge"... cosa sarà mai? Al termine
della cerimonia di premiazione, mentre tutti erano intenti a festeggiare
brindando e assaggiando i saporiti manicaretti del rinfresco, sul verde prato
accanto al magnifico e storico complesso monumentale della Chiesa di Santa Maria della Strada, a
Matrice, in provincia di Campobasso, non ho resistito e ho chiesto
delucidazioni al Presidente dell'Associazione, il dottor Marco Carlone. La
risposta è stata sibillina. E' tutta pura invenzione. Un modo intelligente per
farsi notare, per essere chiamati, e per rispondere, sempre e con entusiasmo,
alle richieste e alle necessità culturali e sociali del territorio. E in
effetti è così. L'Associazione "La Pietra Rmìge" (http://lapietrarmige.blogspot.it)
è una Onlus di volontari dediti alla cultura e al territorio. Ha sede a
Campodipietra, un paesino a pochi chilometri da Campobasso. Tra le altre
attività, organizza in modo davvero professionale il Premio Letterario
"Campodipietra per la Poesia", dedicato all'illustre concittadino
Catello Cosenza. Quest'anno il Premio è giunto alla terza edizione.
Ecco dunque i risultati. La Giuria Tecnica, composta dallo
storico Giovanni Mascia, dal poeta dialettale Mario De Lisio, dalla dottoressa
Papagni, segretaria, e dal prof. Giuseppe Cacchione, presidente, valutando le
oltre 300 poesie giunte in segreteria, ha proclamato finalisti 10 autori; tra
questi, il terzo premio (euro 100 e diploma) è stato assegnato a Giacomo
Cassano per la poesia "Gitani"; il secondo premio (euro 150 più
diploma) è andato ad Antonella Riccardi con la poesia "Paesaggio", ed
infine il primo premio (euro 200 più diploma) è stato aggiudicato al
sottoscritto; poesia e motivazione della giuria sono riportate qui di seguito.
Mi spiega l'angelo prima della mezzanotte
il necessario bagaglio per un tragitto senza mani né piedi
sulla coltre del letto
Da raggiungere è se possibile il sogno
nell'adunata delle ore guardinghe
che stanno tutte lì accantonate in un angolo
dopo la burrasca del giorno
Ho preso dunque il volto di mio padre tra le mani
e una vecchia scartoffia ingiallita
dove è ancora chiaro qualche tratto di preghiera
Poi ho chiuso il cielo nel cassetto della scrivania
e ho spento stelle lontane dalla mia stazione terrena
Così mi sono coricato con la ricchezza sotto il guanciale
di quelle cose che solo servono
a dare un senso alla morte
e alla vita
Motivazione
Ci sono giorni nella vita, momenti nella giornata di una
persona più rilevati di senso, più pieni di spessore e (come dire?) di
"proprietà" personale, e, per questo, pervasi di tensione lirica, che
poi può essere manifestata, "partecipata" agli altri trascrivendola
in versi: il più delle volte cadendo nell'illusione di dire parole importanti
soltanto perché "sofferte" (anche massimamente) nell'orizzonte del
proprio io, molto più raramente perché sono in possesso di reali qualità
teoretiche (per così dire), capaci cioé di esprimere stati d'animo, pensieri,
vibrazioni e riflessioni che coinvolgono una parte di umanità più vasta ed
avvertita.
Così noi della Giuria Tecnica abbiamo valutato come
"sentito" intensamente il momento dell'"Adunata delle ore
guardinghe" in questa lirica del poeta campano Giuseppe Vetromile, momento
evocato con "l'angelo prima della mezzanotte" (opposto, azzardando,
all'ufficiale "Angelus" del mezzogiorno?), "dopo la burrasca del
giorno", per "raggiungere se possibile il sogno". Come
"necessario bagaglio" per il "tragitto" pre/pro-onirico
l'autore ha segnato un'immagine con "il volto di 'suo' padre" e
"qualche tratto di preghiera" ("ancora chiaro", pur se
evidentemente in disuso, come è denunciato dall'espressione adoperata - un duro
lapsus di tono, francamente: "una vecchia scartoffia ingiallita"), ma
subito riportandosi alla dimensione, alla coscienza della sua
"stazione" terrena (il termine, assai pregevole, per significare
insieme il suo 'status' umano ed esistenziale, si carica anche di una - non so
quanto ricercata - pregnanza religiosa), 'ricca' "di quelle cose che solo
servono / a dare un senso alla morte / e alla vita".
Riconoscendo a Giuseppe Vetromile che tra queste
"cose" annovera sicuramente la poesia (da più di un quarantennio
perseguita come prassi e come ricerca, e fonte di numerosi suoi successi e
valutazioni di rilievo in tante competizioni artistiche), abbiamo forse noi
della Giuria Tecnica, assegnandogli il Primo Premio a questa sua lirica in
questa III Edizione del "Campodipietra per la Poesia" (il Premio con
dedica a Catello Cosenza, preziosa iniziativa socio-culturale della solerte e
fattiva Associazione Culturale "La Pietra Rmìge"), incontrato
l'autore in un momento culminante ("accantonate in un angolo"
"le ore guardinghe") di svolta teoretica ed esistenziale ("ho
chiuso il cielo" / "e ho spento stelle lontane"), pacificato
("Così mi sono coricato") in quanto rivolto (non ormai, bensì
pienamente) a "quelle cose che solo servono".
E noi, in qusta serata, abbiamo contribuito - si spera - a
continuare ad affermare che la poesia - con i suoi peculiari modi e mezzi
espressivi - concorre elettivamente "a dare un senso alla morte / e alla
vita".
Prof. Giuseppe Cacchione
Giuria della II Edizione del premio "Campodipietra per
la Poesia", Matrice (Cb), 4 agosto 2013
Alcune foto dell'evento:


1 commento:
complimenti ancora, tanti!
buon ferragosto!
Rita Pacilio
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