giovedì 23 aprile 2015

Una nota critica di Giovanni D'Amiano su "Congiunzioni e rimarginature", Edizioni Scuderi, 2015

Il poeta Vetromile si pone al centro dell’arco tra passato e futuro, nel suo presente esistenziale, e si trova a meditare sugli avi, da cui origina la sua avventura esistenziale, e sui nipoti che da lui saranno generati. La dedica del libro : “Ai miei figli, ai miei nipoti / e a quelli che da me avranno cominciato”. Consapevole del ruolo di tret d’union tra gli avi e quelli che da lui cominceranno, se ne accolla seriamente tutto il peso. Naturalmente, è preponderante la sua preoccupazione di operare un’azione di ricongiunzione verso gli avi più diretti, padre e madre, recuperando momenti della loro vita che non ha raccolto o non ha colto nel loro giusto valore, ed esprimendo il rimpianto per le cose non dette, non chiarite, per le ferite di cui non ha saputo valutare l’entità, e per le quali tenta  un’opera di “rimarginatura” a posteriori.  Tale colloquio risulta più intenso e struggente nei confronti del padre, che non c’è più, consapevole che il rimpianto postumo  può avere un qualche valore mitigante solo per se stesso, poiché non  esistono risposte che possano rimarginare ferite del padre, ormai non più di questa terra : “di mio padre è persa ogni spiegazione”.
Ecco i  titoli in cui più direttamente ha luogo questo colloquio. Dovevo dirlo a mio padre, Paternità, La mano già sulla valigia. Fino a ritrovare una sua filiale somiglianza col padre, nella poesia: Ho ereditato l’ombra di mio padre.  “…Mi ritrovo così ombra di mio padre / all’angolo miliare di ogni crocicchio / cercando la via migliore / dopo l’abbrivio / per dare un senso a questo cammino.”
Nella poesia Rimarginatura finale il figlio scopre la stessa somiglianza con la madre, anche se qui il discorso procede in modo indiretto e diverso, poiché è il figlio che s’accorge, in itinere, di somgliare sempre più alla madre  ”…io come lei mi guardo il tempo scorrere tra le mani / divenire anch’io un ruga stanca..” ; madre che consuma gli ultimi tempi della sua vita terrena  “…e rimane qui accanto alla finestra /a sorridere al mondo che passa / e ai suoi occhi pare buono / tutto il tempo che le resta” . Ecco i titoli dei componimenti in cui più esplicito è operata tale congiunzione con la madre : Mia madre alla terra e al cielo,Mia madre al qui e al dopo, Mia mdare aduna ancora le sue forze, Sorride ancora mia madre.  La terza parte della raccolta, pur mantenendo una concretezza di realtà, risulta la più elaborata col ricorso alla memoria, che richiama il passato lontano in cui tutte le persone amate sono morte, ma che proprio la memoria fa rivivere in una scenografia cristallizzata e cara al poeta-discendente: “…un coro di voci / che di fantasmi non sono, ma di fantasmi / creati dalla memoria sì,…: / la morte rivive qui ai mei piedi.” Dunque, immagini della memoria, certo, ma di (ri)vivi e, quasi, reali, e ormai placati da una sconfinata pace. In questa terza parte, il gioco delle parti lo spinge a confondersi coi morti avi, poiché il poeta è consapevole del suo destino: “lo so / un giorno che la finta luce mi colpirà alle spalle / ed  io più niente potrò…/  prima di abbandonare questa terrena residenza”; com’è consapevole che non raggiungerà mai il cielo, poiché “ho l’anima bassa / e non posso salire fino a te”.  Ed ecco alcuni titoli che la compongono.  In piazza Piediterra, Mi hai detto che non raggiungerò mai il cielo, Dentro casa. E infine, chiude questa parte la poesia  Il ladro dei biscotti , tenerissima e struggente, in cui il poeta, ripercorrendo a ritroso gli anni suoi (le sessantacinque briciole) immagina che quel ladro di biscotti, che fu lui, “forse si riesce / a ritrovarlo in un condominio degradato di periferia / avvolto nei panni ancora tiepidi della famiglia /-quella che è rimasta accanto alle stufe e non si rassegna / a piantare nuove tende nel deserto-“

Nulla mi azzardo a dire sul linguaggio della Poesia di Vetromile, e per due motivi: 1) non mi ritengo all’altezza; 2) ritengo che gli Autori, il cui giudizio è riportato alla fine del libro, hanno detto nel migliore dei modi cose che condivido. Riporto il giudizio di due poeti:  Salvatore Violante: Rifiuta il caos, l’ermetico. Intende comunicare; Antonio  Spagnuolo: Poesia del quotidiano, trasmesso con tenacia e limpidezza.

A me piace azzardare l’idea che questa raccolta sia stata concepita come un unicum, un poemetto, poiché tutte le poesie che lo compongono svolgono perfettamente il tema espresso nel titolo del libro: Congiunzioni e Rimarginature nei confronti degli avi, con l’aggiunta, nella terza parte, dello sguardo rivolto alla discendenza, attraverso la quale la vita gli assicura la continuazione della sua linea genetica. 

Giovanni D'Amiano
22 aprile 2015

Nessun commento:

Presentazione del libro "Condominio Quadrifoglio", Avellino 27/3/25

Presentazione del libro "Di non chiudere le porte stasera", intervista di Enrico Fagnano, 21/1/25

Villa delle Ginestre, 28 giugno 2024

Terra Mia puntata 9 febbraio 2017

Incontro di poesia a Torvaianica, 6 luglio 2024

Intervista di Claudia Squitieri. Libreria Mondadori, Nocera, 22/11/23

La Notte della Poesia, Castellammare di Stabia 5/10/23

Pantelleria, 27/4/23

Per il Progetto "Capelli al vento", di Antje Stehn

Rucksack a global poetry - Giuseppe Vetromile

Porto Davide, Castellammare, 7 luglio 2022

Incontro con Puntoacapo e Cinzia Demi

Presentazione Proprietà dell'attesa da Iocisto, 23/5/21

Presentazione di Proprietà dell'attesa

Susanna Puopolo legge "Di questo Natale non se ne parli nemmeno"

Fiera Virtuale del Libro, 13/3/21

Connessioni Poetiche nr. 11 dedicato a Giuseppe Vetromile

Cinzia Marulli legge una poesia di Giuseppe Vetromile

Salotto Letterario nr. 3

Festival della Poesia, Ostuni 24 settembre 2020

Susanna Puopolo legge "Ospitatemi su questa terrazza", di Giuseppe Vetromile

Melania Mollo legge "I poeti non hanno più l'orologio al polso"

Un video di Iolanda La Carrubba

L'andamento frenetico degli orologi

L'attesa è nuda. Declama Melania Mollo

Vanina Zaccaria legge una poesia di Giuseppe Vetromile

Il Canto del Poeta

Voci e suoni in sintonia. 13 aprile 2016

Intervento ad "Apeiron 10", Napoli, 9 aprile 2015

Un thé con la poesia, con Cinzia Demi. Bologna, 21 gennaio 2015

Rassegna di poesia "Palabra en el Mundo", Castellammare di Stabia (Na) 16 e 17 maggio 2014

Reading in Accademia Aeronautica di Pozzuoli (Na), il 1 feb 2014

Presentazione del libro "Percorsi alternativi" a Gaeta, 6/9/13

Presentazione del libro "Mitografie". Libreria Feltrinelli, Napoli, 30 marzo 2012


Le foto della presentazione del libro "Mitografie" presso la Feltrinelli di Napoli, 30 marzo 2012

Presentazione del libro "Il signor Attilio Cindramo e altri perdenti", Libreria Guida, Nola, 15 novembre 2012

Presentazione del libro "Ritratti in lavorazione" al Megaris, 25 nov. 2012

Il signor Attilio Cìndramo e altri perdenti

Si tratta di una raccolta omogenea di 15 racconti: "15 storie di perdenti e delle loro ossessioni. Come può essere la vita quando chi gioca usa regole del tutto personali..."

La galleria di personaggi che anima questa raccolta sfila davanti a noi come foto segnaletiche dell’assurda lotteria del vivere. Siamo tutti un po’ pendolari, e l’abitudine ci è di conforto. I soliti passi. Le solite cose. Ma poi ecco che il destino, per analogia o per contrappasso, squaderna le sue carte, e d’un tratto ogni certezza si dissolve. Chi sono i perdenti protagonisti di questa raccolta? Forse l’altra faccia di un’unica medaglia che rimanda al generale nonsense della vita. Tutto è pura illusione. E nel nostro percepire il mondo basterebbe un nulla per essere vincenti o sconfitti. Nello sguardo limitato di esseri imperfetti nelle anse di un oscuro fiume che tutto trasporta, e del cui definitivo approdo nulla sappiamo. Ma è anche questo il fascino dell’inganno. E questi racconti sono lo specchio infedele del paradosso, unica verità possibile in una realtà inafferrabile e sfuggente. (Dalla quarta di copertina, di Nando Vitali).



"Come già nella variegata e complessa poesia di fabbrica, anche nei racconti il Vetromile si approccia ad un’umanità che passa sul palcoscenico del vissuto senza lasciare orma di sé. L’intento è far convergere l’attenzione del lettore su una particolare categoria di perdenti, vittime delle loro fisime, schiacciati dall’asocialità, spersonalizzati dall’autoemarginazione che azzera finanche l’affetto per i propri cari, costretti ad una sudditanza da alienati. La paranoia della precisione meticolosa, delle giornate scandite sul battito dei minuti secondi, della raccolta dei punti che omaggiano con prodotti di qualità, sono proiezioni di un contesto situazionale scialbo, incolore, senza riflettori e luci di ribalte. Da esso non si estranea il panorama letterario, pulsione del mito della Sehnsucht e degli aspetti più sconcertanti di una realtà sotterranea, impalpabile, impercettibile come quella personificata dai perdenti vetromiliani, sicuri e a loro agio nella bambagia della casa."



(Dalla prefazione di Anna Gertrude Pessina).



E' possibile ordinare il libro direttamente all'editore o tramite internet (per esempio su: http://www.ibs.it/code/9788895233468/vetromile-giuseppe/signor-cindramo-e-altri.html)

Aldo Gioia legge "Divieto di sosta a mezzocammino"

Notte di lettura a Sant'Anastasia

"Cultura a colori", trasmissione del 19/10/12. Tra gli ospiti: G. Vetromile

Cultura a Colori, 9a. puntata

Le traduzioni in spagnolo dei libri "Cantico del possibile approdo" e "Ritratti in lavorazione", eseguite dalla poetessa peruviana Fatima Rocio Peralta Garcia.

La traduzione in spagnolo del libro "Cantico del possibile approdo"

La traduzione in spagnolo del libro "Ritratti in lavorazione"

Liberi in Poesia. L'attore Aldo Spina egge un testo di G. Vetromile

Il video della presentazione del libro "Il signor Attilio Cindramo" alla Treves



Napolitano e Vetromile nella Libreria di Margherita a Formia, il 6 maggio 2010

"La Rocciapoesia 2", Pratella, 27 ottobre 2012

Pontremoli 17/10/2010: Cerimonia di premiazione "Poetica dei muri"

Ceccano, 18 giugno 2010: Premio di Poesia Carmelina Spada

Ceccano, 18 giugno 2010. Liceo scientifico della città ciociara. Lettura e critica della poesia terza classificata, di Giuseppe Vetromile, alla cerimonia di premiazione del Concorso Nazionale di Poesia "Carmelina Spada" - III° Edizione ANNO 2010 - organizzato dall'associazione culturale "Fabraterni" di Ceccano.



Premio di Poesia "Carmelina Spada", Ceccano, 18 giugno 2010

La recensione di Anna Gertrude Pessina per "Inventari apocrifi", su Literary 9/09

I risultati della IV Edizione del Premio "Coniugi Boccaccio", di Grillano, Ovada (AL)

PRIMI TRE CLASSIFICATI:

1) "Ho romanzi ancora chiusi a Cadenabbia", di Giuseppe Vetromile, Madonna dell' Arco (NA)
2) "La mia terra", di Bruno Bianco, Montegrosso d' Asti (AT)
3) "La mia Lunigiana" di Paolo Pietrini, La Spezia.
Dal 4 al 20° posto ad ex aequo:
"Vechia Calabria" di De Rosa Antonio, Morano Calabro (CS);
"Una passeggiata in fortezza prima di cena", di Claudio Marini, Grotte di Castro (VT);
"Resurrezione" di Moreno Marani, Torgiano (PG);
"Preghiera" di Giuseppina Fazio, Lanciano(CH);
"Risonanze" di Roberto Borghetti, Ancona;
"Prova a volare" di Fabiola Ballini, Verona;
"Il Cortile" di Federica Galli, Reggio Emilia;
"L' ippocastano della bambina" di Tiziana Monari, Prato;
"Tracce (S.Maria Staffora) " di Claudio Bianchi, Torrazza Coste (PV);
"Treccia degli elfi nel fuoco dei camini" di Paolo Ottaviani , Perugia;
"All' amato fiume" d Ludovica Mazzuccato, S.Martino di Venezze (RO);
"E torna il pensiero a una terra" di Loriana Capecchi, Quarrata (PT);
"Sino al tramonto" di Manuela Capri, Crevalcore (BO);
"La solitudine dai silenzi sbagliati" di Gloria Venturini, Lendinara (RO);
"Fragole con panna" di Leonardi Simona, Seravezza (LU);
"Paese" di Francesca Desirello De Rossi , Serravalle Scrivia (AL);
"Rondini sull' altopiano: a Mario Rigoni Stern" di Giorgio Baro, Torino.

La cerimonia di premiazione si è svolta a Grillano, frazione di Ovada (Al), venerdì 7 agosto 2009

L'intervista pubblicata su "Il mediano"

Il mio badge

Profilo Facebook di Giuseppe Vetromile

Da Napoli / Verso

“DA NAPOLI / VERSO”, Edizioni Kairòs, Napoli, 2007

Una nuova e interessante antologia di poeti napoletani.

Si è svolta il 31 maggio 2007, presso la rinomata Saletta Rossa della Libreria Guida a Port’Alba di Napoli, la presentazione di una interessante antologia poetica, dal titolo veramente indovinato: “Da Napoli, Verso”, edita da Kairòs Editore di Napoli. Il titolo, dicevamo, è appropriato, in quanto si tratta di un “Almanacco” di poesia contemporanea, più che di un’antologia, che però ha il pregio di “partire” da un gruppo di poeti, per lo più napoletani (da Napoli…), tra i quali alcuni di comprovata levatura letteraria e poetica nazionale, e di “andare” verso (e qui il termine “verso”, come ha affermato in apertura uno dei relatori, Ciro Vitiello, può essere inteso sia come sostantivo, indicante il verso delle poesie, sia come avverbio, indicante la ricerca e l’apertura “verso” altri e nuovi spazi poetici, specialmente giovanili).
L’iniziativa, progettata dal noto poeta e medico napoletano Antonio Spagnuolo, e dal poeta Stelvio Di Spigno, dottore in ricerca di Letteratura italiana presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, è stata alla fine realizzata con successo dall’Editore Kairòs di Napoli, che ha iniziato così una nuova collana di poesia, “Lo schermo d’ingegno”, bene inserita nella sua già vasta produzione editoriale di saggistica e di narrativa (si consultino a questo proposito i siti www.edizionikairos.com e www.napoliontheroad.it). In effetti tutti i meriti vanno agli ideatori del progetto e all’editore, in quanto pubblicare un libro antologico di poesie è un’impresa alquanto coraggiosa, in questi tempi in cui molto si scrive di poesia (e spesso di dubbia qualità), ed inoltre pochissimo si legge, e molto di meno si legge poesia. Ma l’iniziativa è senz’altro encomiabile, dicevamo, se vuole essere davvero “un punto di partenza” e di aggregazione, magari un confronto generazionale tra poeti bravi ed affermati e poeti giovani e giovanissimi dotati di ottimo talento poetico, e che quindi vanno senz’altro seguiti ed incoraggiati.
L’Antologia è stata divisa in due parti, anche se organicamente essa si presenta compatta e coerente agli obiettivi di originalità e di impegno al rinnovamento da parte degli Autori partecipanti. Nella prima parte, curata dall’ottimo Antonio Spagnuolo ed intitolata “L’antefatto”, quasi a voler porre un sostanziale punto fermo sulla attuale poesia napoletana, punto dal quale poi “partirà” tutta una ricerca successiva, figurano i poeti: Enrico Fagnano, Wanda Marasco, Stelio Maria Martini, Alberto Mario Moriconi, Felice Piemontese, Ugo Piscopo, Enzo Rega, Anna Santoro, lo stesso Antonio Spagnuolo, Raffaele Urraro, Giuseppe Vetromile, Ciro Vitiello. Nella seconda parte, intitolata “La scena del presente e del possibile”, curata con una precisa selezione di autori dal poeta Stelvio Di Spigno, sono compresi giovani poeti ma anche nomi già affermati e validi, come Domenico Cipriano, Carlangelo Mauro e lo stesso Stelvio Di Spigno. Accanto a loro troviamo Guglielmo Aprile, Stefania Buonofiglio, Silvia Caratti, Lorenzo Carlucci, Prisco De Vivo, Francesco Filia, Mario Fresa, Adriano Napoli, Alberto Pellegatta, Andrea Perciaccante, Raffaele Piazza, Maria Pia Quintavalla, Jacopo Ricciardi, Francesca Sallusti, Daniele Santoro, Carla Saracino, Vanni Schiavoni e Francesco Maria Tipaldi.
Ciascun poeta ha avuto il suo spazio congruo, mediamente 6, 7 pagine, con breve nota biobibliografica alla fine.
Una mappa generazionale piuttosto completa e di qualità, un lavoro che merita la giusta diffusione non solo negli ambienti già usi alla particolare fruizione poetica, ma anche negli ambiti scolastici e della cultura letteraria nazionale.

Giuseppe Vetromile
1/6/2007

Le foto di "M'illumino di meno / M'illumino d'immneso: Libreria Treves, 13 febbraio 2010